Amo la sorpresa, il caso, l'errore. Amo la libertà di scattare senza condizioni di esposimetro. Amo la libertà di scrivere, attraverso la fotocamera, ciò che accade, che vive nello stesso istante dello scatto. La libertà di lasciarmi coinvolgere da quell'evento reale, inatteso, sincero, unico, irripetibile, vivo.
Amo la coincidenza. E la mia fotografia è mera coincidenza di luci, ombre, sguardi, profondità, superfici, sentimenti, dubbi, pensieri, dolori, sorrisi, emozioni, spazi, tempo, equivoci, scelte. Semplice coincidenza di un istante. Nulla più.
Amo la coincidenza. E la mia fotografia è mera coincidenza di luci, ombre, sguardi, profondità, superfici, sentimenti, dubbi, pensieri, dolori, sorrisi, emozioni, spazi, tempo, equivoci, scelte. Semplice coincidenza di un istante. Nulla più.
E poi...amo l'attesa. L'attesa densa che intercorre tra lo scatto e lo sviluppo di ciò che ho scelto di impressionare sulla pellicola, e di cosa ho tagliato fuori, di ciò che perso per sempre. L'attesa e l'impaziente desiderio di verificare ciò che vivrò attraverso quell'attimo strappato all'inconsapevolezza di un tempo vissuto. E poi...amo l'occasione di vivere un tempo nuovo, di trascendere da un ricordo...di inspirare il pensiero e di pensare...e di continuare a sognare. f.



